Tapioca

tapioca_a.jpgLa tapioca è una fecola derivata dal tubero della manioca o cassava, una pianta originaria dell’America del Sud.

La tapioca si può usare come la farina dei cereali.

Si presenta sotto forma di piccole sferette dal colore bianco.

Una volta cotte, le sfere diventano trasparenti, assumendo una consistenza gelatinosa.

Spesso concorre alla creazione di farine precotte per l’alimentazione dei bambini in fase di svezzamento.

 

Ottima nella preparazione di piatti dolci o salati.

 

In cerca di …

… bacche!!!

 

Ciao a tutti amici del blog dei miritilli!!! Eccoci quà dopo qualche giorno di silenzio! Siamo state in giro per boschi (e non solo) a cercare erbe e bacche per proporvi tante nuove ricette e novità, approfittando di quelle meravigliose giornate di sole che ci sono state regalate!

erbe.jpgLe erbe che cercavamo non le abbiamo trovate 🙁 , ma in compenso, tante bacche hanno riempito il nostro cestino!!!!

Bacche che ormai solo in pochi ricordano, utili per tante cose: prodotti di bellezza fatti in casa, marmellate, decotti, rimedi naturali contro disturbi di vario genere e liquori! Ottimi liquori digestivi ad esempio, dopo pranzi luculliani in previsione delle feste invernali! Quindi per ora indovinate un po’ noi cosa vi proporremmo? I liquori, bravi 🙂 !

 

pecore.jpgCome sempre, non possono mancare le pecore nelle nostre passeggiate 😛

 

 

 

 

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Alcuni dei paesaggi che volevamo condividere con voi…

 

Ed ora parliamo un po’ delle bacche che andremo ad usare nel prossimo post, per fare degli ottimi liquori, da gustare a fine pasto!

 

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La rosa canina: È un arbusto perenne a forma di cespuglio che si trova facilmente in tutta Europa e può raggiungere i 2-3 metri di altezza. I suoi rami ricoperti di aculei sono eretti nella parte inferiore e ricadenti nella parte superiore; le sue foglie sono dentate, ovali, glabre e allungate. Ha fiori bianco rosati che sbocciano in primavera. I suoi falsi frutti, detti cinorrodonti, quando sono maturi (agosto – settembre) sono di un bel rosso vivo e risultano essere le “sorgenti naturali” più concentrate in Vitamina C.

Si chiama canina, perché le sue bacche venivano usate un tempo per curare la rabbia.

La parte più utilizzata sono appunto i frutti ( conserve, marmellate, tisane, decotti), ma anche le foglie e i fiori per la preparazione di infusi e tisane; con i petali dei fiori viene preparato il miele rosato.

Uso esterno: astringente, antinfiammatorio e protettore vasale grazie ai polifenoli contenuti.

Uso interno: come bevanda invernale vitaminizzante e stimolante delle funzioni renali, raccomandata anche per infiammazioni di reni e vescica .

Aiuta anche la gotta e i reumatismi, eliminando le accumulazioni di acido urico.

Grazie alla presenza di tannini, sostanze che hanno proprietà astringenti, è efficace nella cura delle diarree.

Si prepara un decotto dal gusto gradevole con 4g di frutti essiccati in 100ml di acqua bollente;bere a tazzine.

Oppure si può anche preparare una tintura vinosa macerando per 10 giorni 3 g di frutti per 100ml di vino ; si beve a bicchierini.

 

Uso cosmetico: la rosa canina contiene Beta-carotene o Provitamina A (antiossidante e antiradicali liberi) vivamente raccomandata a chi vuole prevenire rughe, contro l’invecchiamento della pelle e gli eritemi solari.

 

Maschera di bellezza alla Rosa Canina: si frullano i “frutti “ freschi (tagliati, svuotati con cura e lavati più volte per eliminare i piccoli peli aguzzi che possono conficcarsi nella pelle). È una delle più efficaci per il suo effetto schiarente, levigante e tonificante della pelle.

 

( grazie a www.studiopsicologiamantova.it per le informazioni sulla rosa canina)

 

 

 

Un’altra pianta molto interessante che potrete trovare è questa:

 

 

 

IMG_5913.JPGIl prugnolo! Un alberello o arbusto a carattere cespuglioso (3 m),  con rami eretti, contorti, spinosi.

 

Le foglie, piuttosto piccole, sono alterne ovali o lanceolate, verde scuro e con bordo dentato.

 

I fiori, piccoli, bianchi, punteggiati di rosa, compaiono in primavera prima delle foglie.

 

Il frutto è una drupa dapprima verde quindi blu scura a maturazione, contenente un nocciolo duro e ricoperta da una pruina cerosa; la polpa è molto aspra ma comunque commestibile. Molto comune dal mare alla zona submontana,  in particolare lungo le siepi, tra le macchie, nelle boscaglie. I frutti raccolti a maturazione in tardo autunno; i fiori prima che si schiudano; le foglie raccolte in primavera, seccate e leggermente tostate; meno spesso la corteccia.

 

Proprietà: La presenza di tannino e sostanza amara ne fa un efficace astringente, antiemorragico, antitermico, febbrifugo (corteccia).

 

Inpiego: decotto dei frutti contro diarrea e sudorazione eccessiva, anche per febbre; l’infuso dei fiori ha effetto lassativo.

 

Per uso esterno: l’infuso dei frutti in gargarismi e sciacqui per gengiviti, piorrea, stomatite e mal di gola; lavande ed irrigazioni vaginali con infusi di foglie per leucorrea.

 

La polpa dei frutti applicata sul viso ha un effetto astringente. In cucina i frutti maturi vengono impiegati per marmellate e sciroppi, oltre che per grappe aromatiche 🙂 .

 

Avvertenze: corteccia, foglie e fiori producono una sostanza che origina acido cianidrico, quindi vanno somministrati solo dietro prescrizione medica, rispettando scrupolosamente le dosi.

 

 

 

IMG_5917.JPGBiancospino: arbusto spinoso e cespuglioso (5 m), con corteccia giallastra che scurisce con l’età. Le foglie, presentano lobi più o meno marcati. I fiori, riuniti in corimbi. compaiono in primavera e sono piccoli. bianchi o rosati, assai profumati. I frutti sono delle piccole drupe rosse dalla polpa farinosa e insipida.

 

Diffuso nelle regioni mediterranee, in italia si rinviene dalla pianura alla mantogna, nei boschi e nelle siepi.  Si utilizzano i fiori colti prima dell’apertura in primavera e ei frutti a fine estate; questi ultimi vengono essicati in forno.

 

Proprietà: presenta olio essenziale ed è molto ricco di tannini e vitamina; è rilassante, ipotensivo, astringente, febbrifugo.

 

Impiego: In erboristeria viene spesso consigliato come sedativo cardiaco e generale; per la farmacia domestica si consigliano infuso e tintura in caso di ipertensione, nervosismo, insonnia.

 

Il bagno con i fiori di biancospino ha effetto tranquillante.

 

In cucina i frutti degli esemplari selvatici possono essere utilizzati per la preparazione di marmellate, ma poiché (a esclusione della varietà azzeruolo) non hanno sapore particolarmente gradevole (la consistenza farinosa e il sapore sciocco) è meglio utilizzarli sempre in associazione ad altri frutti di bosco.

 

Avvertenze: Controindicato per chi soffre di bassa pressione arteriosa; poiché è molto attivo nei confronti dell’apparato circolatorio, è bene assumerlo sempre dietro consiglio medico e rispettare le dosi.

 

Questi frutti di bosco, non sono quelli che siamo abituati a trovare nei supermercati o come ingredienti dei nostri dolci, ma fanno parte dei nostri boschi e, ormai dimenticate, sencondo noi vanno riportate a nuova vita, oltre a queste 3 fantastiche piante ci sono poi :

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Le bacche di ginepro! Un arbusto legnoso o basso alberello (5m) con fusto contornato dal portamento talvolta strisciante e corteccia ruvida e rossastra. Le foglie aghiformi, appuntite, verticillate a 3, sono solcate da una linea chiara nella pagina superiore. I fiori,dioici,giallastri quelli maschili e verdastri quelli femminili, sono disposti in prossimità dell’ascella fogliare e compaiono in primavera. I frutti, detti coccole, sono piccole bacche sferiche di colore verde e nero – bluastre a maturazione. Frequente dalla bassa collina fino ai 1500 mt di quota. Si utilizzano i rametti più teneri; le coccole raccolte in autunno mediante scuotimento della pianta e poi essiccate in un luogo ventilato per evitare la formazione di muffe.

 

Proprietà: ricco di resina, olio essenziale, acido ossalico e malico, è balsamico, diaforetico, tonico, emmenagogo, antireumatico.

 

Impiego: essenza, infuso, vino e macerato per meteorismo, bruciori di stomaco, problemi diuretici e mestruazioni irregolari; frizioni con olio per dolori; fumigazioni per raffreddore; bagni e lavaggi per reumatismi e irritazioni della pelle. Le bacche vengono molto utilizzate in liquoristica e in cucina per aromatizzare e agevolare la digestione di pietanze a base di carne.

 

Avvertenze: poichè l’olio essenziale è ricco di terpeni, in dosi elevate le bacche possono provocare irritazione all’apparato urinario e renale. Non va somministrato a chi soffre di disturbi ai reni e al tubo digerente, né alle donne in gravidanza. Preparati, vini, liquori e grappe a base di ginepro non devono essere assunti per più di 5 – 6 giorni consecutivi.

 

Cosa aspettate? Siamo agli sgoccioli! Correte nel verde a trovare queste fantastiche bacche, ci ritroveremo per le ricette dei liquori!

 

 

 

 

 

 

 

 

Proprietà Basilico

Basilico, proprietà benefiche basilico, proprietà alimentari basilicoIl Basilico è una pianta aromatica originaria dell’Asia, viene coltivata negli orti e nei giardini per il suo particolare profumo.

Si utilizzano le foglie raccolte da primavera a fine estate; le sommità fiorite raccolte in estate.

Va consumato preferibilmente fresco.

Proprietà: Stimolante ed eccitante, antispasmodico e disinfettante.E’ utile in caso di digestione difficile, alitosi, ansia e stanchezza in generale, emicranie e spasmi gastrici.

Impiego: Viene usato crudo sul cibo per aiutare la digestione delle pietanze; come decotto o infuso per indigestione, raffreddore, influenza, mal di testa, nausea, crampi addominali, agitazione e nervosismo.L’infuso per fare gargarismi contro l’alito cattivo.

Proprietà cavoli

mix%20cavoli.jpgI cavoli appartengono alla famiglia delle crocifere, (il nome deriva dalle quattro foglie a forma di croce) varietà Brassica. La parte commestibile di queste piante è rappresentata dalle foglie (cavolo cappuccio, verza, cinese, cavolini di Bruxelles) o le infiorescenze ancora immature (broccoli, broccoletti, cavolfiore).

I cavoli sono un alimento molto importante poiché grazie al loro sapore caratteristico, le poche calorie e le molte proprietà, ben si prestano a essere inseriti in molte ricette. Cavoli e broccoli sono tipici ortaggi invernali, stagione in cui la qualità è migliore e i prezzi più bassi. Tuttavia sono disponibili tutto l’anno, a prezzi maggiori. Il cavolo broccolo e il cavolo broccolo ramoso, entrambi chiamati broccoli, sono due piante appartenenti alla famiglia dei cavoli la cui parte commestibile è costituita dalle inflorescenze non ancora maturell cavolo contiene una grande quantità di vitamine: protovitamina e vitamina A, vitamine B1, B2, B9 (acido folico), PP, C, ( a parità di peso il cavolo rapa ne contiene più delle arance), K, U. Molto ampia la gamma di minerali: in primis fosforo, calcio, ferro, zolfo, potassio, rame, magnesio, iodo, e arsenico. Molto preziose le sue mucillagini, soprattutto per quel che riguarda la cura delle coliti ulcerose, ed altrettanto significativa la sua alta percentuale di clorofilla, che aiuta l’organismo nella produzione di emoglobina contrastando così le varie forme di anemia. Da sottolinare, in cavoli e broccoli, la presenza di antiossidanti e di indoli che si formano quando le pareti cellulari di questi vegetali vengono spezzate o dal taglio del coltello o dalla masticazione

 Secondo le ultime ricerche, chi consuma molti cibi ricchi di vitamina C, vitamina E e carotene, è molto meno esposto a malattie cardiovascolari, ictus e cataratta. Gran parte delle piante crocifere sono ricche di potassio che ha un ruolo importante nella regolazione della pressione arteriosa. L’aspetto più importante dei cavoli e dei broccoli è rappresentato dal fatto che, sempre stando alle ultime ricerche mediche, un regolare consumo di questi vegetali, può dimezzare il rischi di sviluppare vari tipi di tumore in particolare dei polmoni e del colon. Uno studio condotto presso l’univerità della California di Santa Barbara ci rivela cosa accade a livello cellulare; broccoli, cavoli, ravanelli, contengono alcuni composti chimici, chiamati isotiocianati, che danno inizio ad un meccanismo che è in grado di bloccare il diffondersi e la proliferazione delle cellule tumorali.

Altre ricerche condotte in Giappone hanno dimostrato che gli isotiocianati presenti in cavoli e broccoli sono altresì in grado di bloccare i melanomi.

Oltre alle proprietà antitumorali, i broccoli giovano anche alla salute del cuore; questo quello che risulta da studi effettuati su topi all’università del Connecticut.

Per concludere, possiamo affermare che introdurre i broccoli ed i cavoli nella nostra dieta abituale potrebbe rivelarsi molto utile contro l’insorgenza di tumori al colon, al pancreas, all’utero, alla gola, ai polmoni, all’esofago, e allo stomaco, questo stando alle dichiarazione degli scienziati del World Cancer Research Found.

Come abbiamo visto, cavoli, broccoli e altri vegetali appartenenti alla famiglia delle Crocifere sono rinomati per le loro proprietà di ridurre il rischio di tumori; tuttavia i ricercatori ora avvertono che cuocere, lessare queste verdure potrebbe compromettere le loro proprietà e virtù benefiche. Due ricercatori dell’Università di Warwick hanno acquistato cavoli e broccoli ed hanno effettuato dei test per valutare l’impatto dei diversi metodi di cottura.

La lessatura è risultata il metodo di cottura con i maggiori effetti negativi sulle proprietà dei cavoli e dei broccoli: dopo mezz’ora di bollitura i broccoli avevano perso il 77% delle loro proprietà benefiche mentre per i cavoli la percentuale si aggirava intorno al 65%. Al contrario la cottura al microonde e la cottura al vapore non hanno segnalato perdite significative.

 Da evitare il surgelamento di cavoli e broccoli in quanto determina una perdita del 30% del contenuto di glucosinato.

 

 

 

Fermenti lattici vivi

0003276.jpgI fermenti lattici possono essere un valido aiuto per il nostro sistema intestinale, soprattutto dopo un periodo di particolare stress fisico nel quale si è stati sottoposti ad assunzione di antibiotici.

Il compito dei fermenti lattici, è quello di ripristinare all’interno del nostro intestino, l’equilibrio della flora batterica danneggiata da eventuali fattori esterni.

Questi svolgono all’interno del nostro organismo un processo di fermentazione sugli alimenti che arrivano nell’intestino, con il quale procedono all’ottenimento dell’Acido Lattico dai carboidrati ingeriti, soprattutto in seguito alla trasformazione dello zucchero contenuto all’interno del latte.

Durante questo procedimento sono estratti dagli alimenti tutti i nutrienti che saranno poi trasformati ed inviati nelle varie parti del nostro organismo, sangue e cellule, per trarre tutti i benefici dalla loro funzione enzimatica.

I fermenti lattici vanno assunti e consigliati quando si verificano delle condizioni fisiche tali, da richiedere un riequilibrio della flora batterica all’interno del nostro corpo.

Infezioni intestinali potrebbero aver alterato la normale funzione fisiologia, e creati episodi di dissenteria, per cui dopo l’adeguata terapia farmacologica, o in concomitanza è prescritta anche l’assunzione di fermenti lattici, che contengono probiotici, proprio come i lattobacilli.

Questi ultimi sono dei batteri vivi che si trovano in natura all’interno del nostro stomaco e che hanno una funzione vitale e rigenerante per la salute del nostro intestino.

L’assunzione di fermenti lattici per un determinano periodo, può ripristinare la giusta regolarità, e dare un maggior vigore e funzionalità all’attività regolare del metabolismo.

Altri casi in cui si possono assumere i fermenti lattici sono: episodi di candidosi, stitichezza, coliti, infezioni intestinali di vario di genere, diverticoliti, gas intestinale e sintomi dell’intestino irritabile.

I fermenti lattici possono essere assunti sotto forma d’integratori, sia bustine solubili, o flaconcini, ma anche come alimento, vedi lo yogurt.

Quest’ultimo, infatti, rappresenta un ottimo agente precauzionale per mantenere in forma e in perfetto equilibrio la flora batterica del nostro stomaco.

Lo yogurt infatti è indicato come un ottimo alimento da consumare quotidianamente a prescindere dall’integrazione di integratori specifici.

Testo di: Tiziana Cazziero

LATTE CRUDO direttamente dal produttore al consumatore!

Voi cosa ne pensate?

 

 

Noi lo consumiamo spesso e … stiamo benissimo!!!

Non vediamo l’ora di condividere con voi tutte le ricette che si possono fare partendo proprio dal latte crudo!

Fateci sapere la vostra idea!

Proprietà banane

banane.jpgLa banana ha numerose proprietà benefiche per il nostro organismo, anche se spesso non viene considerata per le sue caratteristiche. Scopriamo allora le proprietà delle banane e quali benefici esse apportano.

Ricche di potassio, carboidrati e zuccheri sono un alimento perfetto per chi pratica attività fisica o è sotto stress, la banana contiene il triptofano, un aminoacido che il corpo converte in serotonina, responsabile del buon umore.
La banana mangiata fresca può essere d’aiuto contro i disturbi dovuti all’ulcera gastrica, è in grado di neutralizzare gli acidi gastrici e favorire la secrezione di mucosa, aiutando così la cicatrizzazione delle ferite causate dalle ulcere.
Le banane poco mature combattono la stitichezza; al contrario, quelle mature sono curative nei casi di diarrea (quest’ultimo è un rimedio molto conosciuto da chi studi o pratichi la medicina naturale-tradizionale). L’amido che si trova nelle banane acerbe è resistente alla digestione, rende più morbide le feci, ne aumenta il volume, e sono questi meccanismi che hanno un’azione curativa nei confronti della stitichezza.

Proprietà spinaci

foglie-spinaci.jpgGli spinaci hanno una discreta quantità di sali minerali, rame, potassio, zinco, calcio e fosforo.

Hanno proprietà lassative e sono tra i migliori amici del cuore. L’alto contenuto di acido folico apporta benefici al nostro sistema immunitario, rendendolo più forte e aiutando il nostro organismo nella produzione di globuli rossi.

Sono inoltre caratterizzati da un alto contenuto di vitamina A e C, in minore quantità, vitamine, B, D, F, PP e K.

Molto importante anche la presenza della luteina, sostanza carotenoide utile alla vista.

Per chi ancora non lo sapesse, sfatiamo invece il mito che gli spinaci contengano tanto ferro!

 

Complice tutta una cinematografia in tema, quasi un italiano su due, crede che gli spinaci contengano grandi quantitativi di ferro; falso, la quantità di questo elemento negli spinaci è del tutto inadeguato alla quantità richiesta dall’organismo a meno di non ingurgitare pentoloni enormi di queste verdure, al punto che se dovessimo demandare soltanto agli spinaci l’apporto del ferro che soddisfi il fabbisogno giornaliero,si dovrebbero mangiare qualcosa come 5 chilogrammi di spinaci al giorno, impresa impossibile ed insensata, lo stesso quantitativo è invece posseduto da 200 grammi di carne e, a proposito di carne, ricordiamo che esiste un’altra credenza sbagliata, non è vero che la carne rossa contenga più ferro rispetto a quella bianca; tant’è che la carne di tacchino, allevato all’aperto, ha una quantità di ferro maggiore della quantità riscontrata nella carne rossa. Per non contare che fra i vegetali, i fagioli, una volta ritenuti la carne dei poveri, hanno un contenuto di ferro da far invidia a quello della carne, al punto che è acclarato che 200 grammi di fagioli apportano la stessa quantità di questo elemento che trarremmo da 200 grammi di carne.

Quindi mangiamoli SI, ma perché fanno bene, non perché così diventeremo forti come braccio di ferro!

Proprietà peperoni rossi

peperoni.jpgSaporiti, salutari e troppo spesso consumati cotti, ne andrebbe rivalutato il consumo crudo. Infatti tagliati sottili o a pezzettini, sono un ottimo compagno di insalate estive. Quelli rossi sono croccanti, spessi, zuccherini e sono ottimi al forno. I gialli sono succosi e teneri, ideali crudi in insalate. I verdi sono meno saporiti, ottimi per la cottura. Se si vogliono arrostire è meglio sceglierli grossi e carnosi; quelli tondeggianti per essere farciti.

I vegetali rossi, riducono il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e tumorali.

Proteggono i vasi sanguigni e migliorano la memoria.

I peperoni rossi inoltre, sono indicati nelle diete ipocaloriche, infatti contengono pochissime calorie, 31kcal ogni 100gr.

Sono ricchi di acqua, vitamine e sali minerali.

In maggioranza troviamo la vitamina A, beta carotene e vitamina C.

 

Proprietà del tofu

tofu.jpgIl tofu è un alimento che deriva dal latte di soia cagliato. A livello nutrizionale il tofu è soprattutto ricco di proteine, di vitamine e di minerali: calcio, ferro e quantità relativamente elevate di altri minerali ad azione antiossidante, come il manganese, il rame e il selenio.
Originario dell’Oriente e ottenuto (quasi per caso) attorno al 200 a.C., il tofu è considerato dagli abitanti di quella zona come un alimento molto versatile, similmente a come noi consideriamo le patate.
A differenza di alimenti proteici di origine animale, contiene pochissime calorie (80-100 Kcal per 100 gr) e i grassi saturi sono assenti. Molti studi hanno dimostrato che il suo elevato contenuto in sostanze antiossidanti è utile alla prevenzione di molti tipi di tumore.

Il tofu in cucina
Come anche il seitan * per il tofu bisogna essere pronti a sperimentare, va preparato, accostato ad altri alimenti, servito con creatività esattamente come faremmo con un altro ingrediente di base.
Il tofu può essere fritto, al forno, usato nelle minestre, nei panini e nei toast; ma anche nella preparazione dei dolci: dando spazio alla fantasia si riuscirà sicuramente a creare qualcosa di nuovo e sempre unico.

Dove si compra?
Il tofu si trova in qualsiasi punto vendita specializzato in alimenti biologici, ma sono sempre più diffusi anche sugli scaffali dei tradizionali supermercati e ipermercati.

*seitan:

è un alimento d’origine vegetale molto usato nella cucina vegetariana in alternativa alla carne per realizzare piatti nutrienti e gustosi. Un ingrediente versatile dall’elevato contenuto proteico ottenuto dalla lavorazione della farina di grano, che si integra bene nell’alimentazione soprattutto vegetariana, totalmente privo di colesterolo e di grassi e adatto a tutte le diete. Spesso sentiamo parlare di Seitan e di glutine, e forse è meglio spendere qualche parola in più per fare chiarezza.
Come altre farine di cereali anche la farina di grano tenero o frumento contiene due componenti fondamentali, l’amido e il glutine, che è la parte proteica del grano, in percentuale circa del 15%. Il procedimento di separazione dell’amido dal glutine impastando la farina con acqua e lavando poi l’impasto in acqua corrente permette di estrarre il glutine dalla farina, ottenendo una specie di gomma giallina ed elastica quasi inutilizzabile allo stadio iniziale. Con la successiva bollitura in acqua insieme alla salsa di soia (tamari o shoyu), il sale marino, le alghe e altri aromi, si ottiene il Seitan vero e proprio, pronto per essere cucinato in molti modi.